Si natura negat, facit indignatio versum qualemcumque potest.

[Se anche non fosse nel mio carattere, è l'indignazione stessa che come può mi spinge a scrivere.]

Giovenale, Satira I, versi 79-80

 

È necessario ristabilire la verità dei fatti, nonché esprimere il nostro punto di vista su quanto accaduto, a fronte di un battage mediatico iperbolico, svoltosi senza mai sentire il bisogno di un contraddittorio, o almeno di una oggettiva ricognizione degli eventi. Per questo ci rivolgiamo agli studenti e a tutte le componenti della nostra scuola.

L’emergenza sanitaria ha messo ancora di più in evidenza la situazione disastrosa in cui versa la Scuola pubblica dopo anni di tagli e di riforme sbagliate. Anche noi che lavoriamo nel campo dell’educazione e della formazione, ci siamo sentiti impotenti e allibiti nel constatare che tutte quelle criticità evidenziate dalla crisi pandemica sono rimaste irrisolte.

Il rientro in sicurezza è stato assicurato da un unico provvedimento, quello del vaccino, richiesto a docenti e personale Ata, che ancora una volta si sono dimostrati estremamente responsabili: il 94% del personale scolastico ha di fatto ricevuto la seconda dose, ed ora si appresta a ricevere la terza.

Noi docenti finora ci siamo fortemente impegnati per costruire una Scuola in cui le varie componenti dialoghino fra loro in un confronto costruttivo, sempre nel rispetto delle diversità, e in cui si potenzi la collaborazione tra dirigente, docenti, studenti, genitori e personale ATA.

È per questo che lo storytelling proposto da studenti, genitori e media ci addolora e ci indigna profondamente.

Per quanto riguarda voi studenti, ci sembra che per giustificare un’azione politica abbiate avuto bisogno di trovare un nemico nella parte sbagliata del campo. In questo modo non vi fate forse strumento di quel “divide et impera” tanto usato dalle nostre Istituzioni?

Riguardo al vostro documento del 23 novembre 2021 concordiamo in particolare su alcuni punti:

  1. Le riforme a costo zero

Negli ultimi venti anni sono state varate riforme a costo zero. La più recente, ad esempio, riguarda l’introduzione di una disciplina in più, l’educazione civica, senza organico aggiuntivo, con un inevitabile maggiore carico di lavoro non retribuito per i docenti. La crescente burocratizzazione sta togliendo, inoltre, tempo, energie e valore al lavoro dei docenti. Ora nella legge di bilancio del 2022 viene riproposta l'eliminazione delle “classi pollaio” ma ad organico invariato, con la possibilità di diminuire gli alunni per classe solo dove vi sia un calo della popolazione scolastica e nelle scuole che dispongano già di spazi necessari. Gli alunni per classe del Liceo Morgagni superano in molti casi il numero legale massimo di 25, già elevatissimo, senza contare gli accorpamenti di classi avvenuti in piena pandemia. Tutto ciò ha determinato un inevitabile peggioramento dell’offerta formativa e un maggiore rischio sanitario per docenti e studenti. 

Ribadiamo anche noi con forza la necessità di riforme strutturali e non di interventi inutili ed estemporanei, senza risorse adeguate.

       2. Investiamo seriamente nell’edilizia scolastica

Il patrimonio scolastico necessita di provvedimenti urgenti, ma il PNRR promette solo interventi improvvisati, che ci lascerebbero in edifici vetusti e inadeguati. Nel caso del nostro Istituto, in particolare, sono ancora in sospeso problemi di aerazione nelle aule e negli spazi comuni, così importanti per la realizzazione in sicurezza di progetti e per la tanto reclamata socializzazione: aula magna, sala conferenza, biblioteca, aula di informatica, palestre.

       3. Confronto all’interno di “tavoli” gestiti dalle componenti docenti e studenti.  

A questo proposito, ci piace sottolineare che la modalità del tavolo fa parte della storia del Morgagni, in quanto noi docenti siamo sempre stati convinti della validità di questo strumento di informazione, di condivisione e di dialogo.

Abbiamo però constatato da parte degli studenti la chiara volontà di interrompere qualunque tipo di comunicazione e di collaborazione, nel momento in cui hanno scelto, a quanto pare all’unanimità, la modalità dell’occupazione, senza prendere in considerazione altre vie più inclusive. Non ci può essere dialogo senza ascolto reciproco e rispetto delle opinioni altrui, in relazione ai diversi ruoli e alle specifiche competenze di ognuna delle componenti scolastiche.

Evidenziamo solo alcune delle forti incoerenze emerse da questa esperienza di occupazione

a) nel documento che ci avete inviato siamo stati subito colpiti dalla contraddizione tra l’appello finale a portare avanti una lotta assieme a tutti i lavoratori della scuola e l’attacco polemico nei confronti degli stessi sui provvedimenti e sulle note disciplinari che erano stati comminati a fronte di evidenti infrazioni del Regolamento d’Istituto e del patto educativo di corresponsabilità;

b) nella vostra lettera successiva allo “sgombero”, ma soprattutto nei post pubblicati sulle vostre pagine social, emerge l’indignazione per essere stati invitati dalla polizia a lasciare la scuola dopo cinque lunghi giorni di occupazione, ovvero una forma di protesta estremamente dura e illegale. Occorre ribadire che l’intervento delle forze dell’ordine, che per legge sarebbe potuto avvenire anche il primo giorno, si è reso probabilmente necessario dopo la conferma di un accertato caso di positività tra gli occupanti per il rischio di innesco di un focolaio;

c) avete chiuso il documento con la frase “occupatevi delle vostre scuole”. Lo stato di devastazione e i danni strutturali verificati in seguito al primo sopralluogo (finestre rotte, pc dell’aula informatica sfasciati, bagni inagibili, sottobanchi divelti, per citare solo le cose più evidenti) dimostrano la palese discrasia tra le vostre parole e le vostre azioni. Le ripetute richieste inoltrate da voi e dai vostri genitori di poter entrare nell’Istituto per effettuare quella pulizia che lo “sgombero” vi avrebbe impedito di iniziare ci sembrano quanto mai pretestuose. Innanzitutto si tratta di danni non riparabili con una semplice pulizia e in secondo luogo, relativamente al “piano di rientro” da voi proposto, le attuali disposizioni sulla sicurezza non sono di nostra competenza e non dipendono dal singolo Istituto, bensì dai protocolli stabiliti dalla Regione Lazio. Con un caso positivo accertato, non spetta alla Scuola ratificare quello che avete proposto. In questo momento sono da considerare come prioritarie le indicazioni del SISP della ASL di competenza, e la sicurezza dei docenti e della comunità educativa tutta.

Manifestiamo, dunque, oltre all’indignazione per come è stato vandalizzato il nostro Istituto, anche un profondo dissenso per le modalità in cui si è articolata la protesta, ridottasi, quanto ai contenuti, a rivendicazioni come l’assemblea il più possibile in presenza, la ricreazione “libera” e l’ingresso non scaglionato, che non possono essere accolte perché si tratta di disposizioni su cui gli organi collegiali non hanno facoltà di deliberare.

Crediamo fermamente che la scuola debba continuare ad essere il luogo della socializzazione e concordiamo con voi che i calcoli della convenienza politica ed economica abbiano disatteso gravemente le nostre aspettative, ma non possiamo dimenticare quanto l'effettivo rispetto di regole condivise, l’onestà intellettuale, il senso di responsabilità e la correttezza siano i presupposti indispensabili per una vera relazione umana e didattica.

Siamo assolutamente convinti, come comunità educante, che la scuola non sia semplicemente un obbligo burocratico o un dovere sociale uguale a tanti altri, ma un investimento sul futuro. E su questo vorremmo poter camminare insieme.

Come scrive Edgar Morin la scuola [statale pubblica] può salvare il mondo!

 

Barbara Pozzi, Claudia Mincione, Laura Mastrantuono, Massimo Panicali, Gabriella Biancini, Isabella Marinaro, Marianna Bressi, Carla Tagliaferri, Carola Catenacci, Eleonora Coppola, Antonia Ginefra, Carmen Carimati,Vincenza Maucieri,  Maria Chiara Milone, Francesco Labonia, Andrea Paris, Emilia Caiazza, Roberto De Plano, Paolo Forti, Loris Leboffe, Alessandra Verlato, Elisabetta Carioti, Teresa Donciglio, Cinzia Suriani, Rossella Berto, Elisabetta Giovannini, Elisabetta Ranieri, Alessia Di Curzio, Patrizia Pellizzoni, Alessandra Cassisi, Gianni D'Agosta, Amanda Dell'Orco, Paola Brancaccio, Elena Grisoni, Alessandro Maccati, Laura Pinzi, Concetta Lupo, Tiziana Milani, Massimiliano Chiantese, Sabina Bonamico, Isabella Piersanti, Marco Petrini, Adriana Belloni, Leonarda Fabale, Emilio Fiacchi, Bruna Perone, Serenella Ricciardi, Laura Tanchis Manconi, Filomena De Simone, Rosa Sagona, Chiara Chinello, Corrado Ferri, Antonella Quattrini, Sara Campanelli, Raffaella Lion, Michela Mari, Francesca Piras, Elisabetta Farroni, Giorgio Zito, Chiara Roda, Marica Marzinotto, Flavio Comandini, Alessandra Pizzarelli, Giada Pirrotta, Viviana Venturi, Giuliano Leoni.